Novembre 2025: Le 3 sfere
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Introduzione
Ogni giorno, sia nella vita privata che in quella lavorativa, ci troviamo davanti a tante situazioni. Il concetto delle tre sfere aiuta a collocare queste situazioni in modo consapevole e a scegliere un atteggiamento efficace.
Le tre sfere
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Sfera del coinvolgimento
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Essa include tutte quelle situazioni che hanno un impatto su di noi ma sulle quali non abbiamo alcun potere diretto di cambiamento.
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Esempio: le condizioni atmosferiche, eventi esterni imprevisti.
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Per queste situazioni, la strategia migliore è riconoscerle e accettarle. Se non lo facciamo, rischiamo di cadere in una “lamentela sterile”, ovvero un uso improduttivo di energie verso ciò che non possiamo cambiare.
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Quando impariamo a gestire bene questa sfera, possiamo persino usare l’imprevisto a nostro vantaggio: piove? Ok, uso il tempo per altro o cambio piano.
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Sfera dell’influenza
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Riguarda le situazioni che possiamo in parte influenzare, ma non controllare completamente.
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Ad esempio: il contributo nostro in un lavoro di gruppo, la qualità della comunicazione con colleghi o clienti. Anche se non possiamo decidere tutto, possiamo migliorare il nostro impatto.
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Per sviluppare bene questa sfera è utile coltivare competenze quali la comunicazione, l’ascolto, l’empatia, l’assertività, la gestione dei conflitti.
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In questa sfera vale la regola: concentriamoci su ciò che possiamo influenzare, non sprechiamo energia su ciò che non possiamo toccare.
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Sfera del controllo
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Qui si trovano tutte le situazioni che dipendono interamente da noi: le nostre abitudini, le nostre scelte quotidiane, il modo in cui facciamo il nostro lavoro.
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In ambito professionale significa assumere responsabilità: se una parte di progetto è affidata a noi, possiamo decidere come gestirla al meglio.
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Le competenze da coltivare: costanza, responsabilità, motivazione, consapevolezza.
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Focalizzarci su questa sfera significa fare la differenza: agire dove abbiamo potere e non restare passivi.
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Come applicarlo nel lavoro di squadra
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Identificare: quando sorge una situazione, chiediamoci: “In quale sfera posso collocarla?”
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Reagire di conseguenza:
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Se è nella sfera del coinvolgimento → accetto, mi adatto, cerco la parte utile.
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Se è nella sfera dell’influenza → cerco modi per migliorare il mio impatto, collaboro, comunico.
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Se è nella sfera del controllo → assumo responsabilità, decido, agisco.
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Questo approccio aiuta a gestire meglio le energie, evitare frustrazioni, promuovere un atteggiamento proattivo (anziché sempre reattivo).
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Per il team: può diventare un utile “filtro” per le riunioni, le attività, per capire dove concentrare gli sforzi.
Perché è utile per noi
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Migliora la consapevolezza individuale e collettiva: sappiamo dove possiamo agire e dove invece è meglio lasciar andare.
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Riduce la dispersione di energie su aspetti non controllabili → più focus su ciò che genera valore.
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Favorisce la collaborazione: nella sfera dell’influenza, insieme possiamo ampliare il nostro impatto.
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Potenzia la responsabilità personale: nella sfera del controllo ognuno può fare la differenza.
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